CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sentenza n.18934/2017

Inquinamento Ambientale

In tema di inquinamento ambientale, la “compromissione” e il “deterioramento” di un ecosistema sono due facce della stessa medaglia, avendo il legislatore utilizzato tali termini al fine evidente di coprire ogni possibile forma di “danneggiamento”, giungendo quindi alla conclusione che anche la ridotta utilizzazione di un corso d’acqua in conformità alla sua destinazione quale conseguenza della condotta è già sufficiente a integrare il “danno” che la minaccia della sanzione penale intende prevenire (Sez. 3, n.10515 del 27/10/2106 ( dep. 2017), Sorvillo). Inoltre, non essendo richiesta, ai fini del reato di “inquinamento ambientale”, la tendenziale irreversibilità del danno, fin quando essa non si verifichi, anche le condotte poste in essere successivamente all’iniziale deterioramento o compromissione non costituiscono “post factum” non punibile, sicché è possibile deteriorare e compromettere quel che lo è già, fino a quando la compromissione o il deterioramento diventano irreversibili o comportano una delle conseguenze tipiche previste dal successivo art. 452-quater, cod. pen., non esistendo zone franche intermedie tra i due reati. Si aggiunga che, l’ambito di operatività dell’art. 452-bis cod. pen. è anche delimitato dalla ulteriore precisazione che la compromissione o il deterioramento devono essere comunque, «significativi» e «misurabili», venendo così elevato in modo considerevole il livello di lesività della condotta, escludendo i fatti di minore rilievo.

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